Articoli marcati con tag ‘Pasolini’

Perchè è stato ucciso Pasolini?

sabato, 17 aprile 2010

Ho seguito la polemica che è scaturita dall’intervento di Marco Belpoliti su La stampa del 1 aprile, e che si è in realtà più ampiamente svolta sul sito Nazione indiana, su cui peraltro era già stato postato l’articolo di Belpoliti in forma più ampia e argomentata di quello apparso sulla Stampa.

A fronte della richiesta – proveniente da numerosi esponenti della cultura e della politica di sinistra – di riaprire il caso giudiziario Pasolini, Belpoliti afferma che no, che è tempo di seppellire il cadavere insepolto di Pasolini per riappropriarsene finalmente, con l’infinita e amorevole cura da riservare a lui come padre e maestro e figlio.

Concordo totalmente con Belpoliti. Per parte mia, non riesco più a sopportare il greve odore di stantio che emana dalle teste complottiste.

Una cosa però, mi ha infastidito e urtato sommamente: in testa a tutti i blog sull’argomento, il sito Nazione indiana pubblica la fotografia del corpo martoriato di Pasolini, adagiato sul  lettuccio metallico dell’obitorio. Non avevo mai visto quella foto. Ho provato disgusto. Non perchè sono un’anima bella: ho 58 anni, ho visto gente morire, ho visto violenza. Mi ha trasmesso un senso di gratuità “mediatica”, una scelta inutile e in qualche modo oltraggiosa.

Ho visto tante fotografie di Pasolini, bellissimi, intensi bianchi e neri. Pasolini era una bella persona, fisicamente. La Stampa del 1 aprile ne pubblicava una delle tante … Sarò ingenuo, ma non capisco, o meglio la scelta di “usare” quella immagine mi fa pensare.  Nessuno, che abbia amato Pasolini, avrebbe messo quella foto in cornice in un angolo caro di casa … E quale mai “volontà” di verità e quale battaglia ideale, può giustificare tutto ciò? E quale “senso” scaturisce da un gesto così banalmente squallido? Con quale diritto ?

L’immagine più intima di una persona è proprio quella del suo corpo morto; il guardarlo espone a quel turbamento che ci coglie alla vista di una persona addormentata, indifesa, abbandonata al proprio sé.

La pubblicazione di quella foto è un gesto di appropriazione, di rivendicazione del diritto e della volontà di ergersi a “difensori” di Pasolini. Ed è invece il “sintomo” di una arroganza, di una assenza di pietà e di amore, vale a dire in definitiva di intelligenza (intus-legere).

I conformisti di Pierluigi Battista

venerdì, 12 febbraio 2010

Un libro scomodo questo di Battista: avrà pochi lettori, è chiaro. Ho fatto mente locale, qualche ricerca con google, e le recensioni sembrano pochine: sole24ore, foglio, giornale, più qualche altra su blog e siti sparsi. Peccato: essendo Battista una persona “libera” finisce per essere poco accomodante. La lista degli “intellettuali” ha cui ha tolto messa in piega e piume e decorazioni, è ampia. Cito alla rinfusa: Camilleri, Odifreddi, Galimberti, Saramago, Calvino, e tanti altri. Ci ho ritrovato anche Pasolini per quel passo, dolente e feroce, degli Scritti corsari: “Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe ( e che in realtà è una serie di golpe istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Il so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974… Ma non ho le prove”. In questo Battista è stato un po’ sbrigativo. Pasolini “sapeva” non tanto da intellettuale, ma da “poeta”. E’ l’unico, minuscolo, neo, di un libro che merita lettura, merita memoria, o anche critica. Ma è un libro scomodo: avrà pochi lettori …  siamo un paese di conformisti …

ma invece non è così … dobbiamo sempre e ancora fare il nostro rinascimento, risorgimento …  siamo un paese che deve fare la sua rivoluzione permanente …. ogni giorno, ognuno di noi, senza risposte, senza rete … a mente aperta … ciao

(willer barbieri)